Rinnovare le prospettive di casa

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La vita condivisa nella comunità terapeutiche, il rapporto con l’abitare tra individualità e spazi comuni.

Questo articolo nasce da un progetto cui sto lavorando e che riguarda la riqualificazione degli spazi abitativi di una comunità terapeutica. Nasce una riflessione ispirata dalla Gestalt e dalle teorie sui colori, capaci di offrire un aiuto pratico alle diverse esigenze che si incontrano all’interno di una Comunità a Media Protezione. Da un lato ci sono gli operatori con obbiettivi specifici e modalità lavorative, dall’altra ci sono le esigenze personali degli utenti del servizio. Costruire un senso di casa pur condividendo molti spazi di vita quotidiana e portando avanti percorsi educativi diversi. Sono molte le sfide quotidiane insite in questo contesto.  Affrontiamo in questa breve riflessione il rapporto esistente tra il tra il benessere psico-fisico e l’organizzazione dell’ ambiente abitativo, soprattutto in un contesto in cui vita privata e vita lavorativa coincidono. Ci sono alcuni principi e accorgimenti che possono rendere gli ambienti quotidiani più idonei a favorire una migliore qualità della vita.

Non è infatti tanto la modernità, l’ampiezza o l’estetica della casa che possono incidere sulla psiche, quanto la corrispondenza tra le esigenze più profonde e l’ambiente in cui si trascorre molto tempo. I colori della casa e la quantità di oggetti di cui ci circondiamo possono essere articolati secondo un equilibrio che risponde a diverse esigenze. Definire lo spazio circostante, poterlo adattare alle proprie esigenze e quelle degli altri produce una definizione di sé: una negoziazione continua che aiuta a stabilire nuovi equilibri soprattutto per chi conduce una vita comunitaria e condivisa. Quando cambiare è necessario? Modificare la disposizione degli arredi, buttare e/o regalare oggetti inutilizzati dovrebbero diventare un rito annuale di cui appropriarsi perché i benefici sono molteplici: aiuta a fare spazio e riorganizzare ambienti e strumenti secondo le attuali esigenze, aiuta a liberarsi degli oggetti che non ci rispecchiano più. Ci aiuta a cambiare prospettiva e punto di vista, molto utile per guardare con occhi nuovi la realtà in cui viviamo. Sappiamo che il nostro cervello traccia delle vie, dei collegamenti neurologici quando ripetiamo gesti e movimenti. Questo diventa ben presto abitudine e staticità. Il cambiamento e il movimento all’interno dello spazio che viviamo hanno effetti anche sulla sfera sociale perché ci richiedono di attivare nuove connessioni, nuovi percorsi. Avremo così nuovi effetti sulla vita individuale e collettiva poiché si ridistribuiscono equilibri decisionali e relazionali, favorendo creatività e dinamismo tra i membri.

Alcuni settori della psicologia studiano il contesto in cui vive l’uomo e gli effetti indotti dalla disposizione degli arredi e dei colori sulle nostre emozioni e sullo stato d’animo. Gli studi attuali hanno beneficiato del contributo della Psicologia della Gestalt, un movimento psicologico formatosi nei primi anni del 1900. Uno dei punti segnalati dalla scuola tedesca è che esiste una corrispondenza tra il mondo esterno e la nostra rappresentazione interna chiamata isomorfismo, quello che vediamo fuori lo portiamo dentro di noi attraverso delle rappresentazioni mentali. I principi che maggiormente ci interessano riguardano l’organizzazione percettiva degli elementi, e la percezione illusoria del movimento. Applicheremo questi principi agli arredi e alle decorazioni delle pareti per favorire un ottimale equilibrio tra stimolazione e rilassamento.

Gli psicologi della Gestalt hanno dimostrato che la percezione visiva dell’uomo si basa su alcune tendenze organizzatrici, ovvero il nostro cervello tende organizzare e catalogare quello che vede, tende a mettere in ordine tutte le percezioni che arrivano dai sensi percettivi. Perciò, se noi disponessimo in maniera casuale i quadri in una parete andremmo a realizzare uno stimolo inconsapevole e continuo per la persona che abita quello spazio, con ripercussioni sulla capacità di concentrazione, di rilassamento o viceversa di attività.

Nell’ambito della salute mentale sappiamo che le persone possono essere molto sensibili agli stimoli sensoriali, ragion per cui una riorganizzazione degli spazi deve porsi come obbiettivo il raggiungimento di equilibri tra stimoli attivanti e stimoli rilassanti. Per quanto riguarda il colore ci affidiamo alle intuizioni di Goethe e alla sua Teoria dei colori, testo tutt’oggi valido e fonte di ispirazione per diverse discipline.

Rispetto all’influenza che i colori hanno sulle persone possiamo brevemente dire che il Rosso è simbolo di forza e passione. Può essere usato per esprimere intimità e rendere un ambiente emotivamente più caldo. L’Arancione e il Fucsia offrono una scossa di energia e innovazione. Studi statistici hanno anche dimostrato che un eccesso di colori accesi tende a sopraffare chi vive quell’ambiente. Il Giallo è associato alla creatività, alla creazione e ai pensieri positivi. Ha un effetto calmante se associato a colori neutri e in ambienti con molta luce naturale per creare un’atmosfera capace di infondere tranquillità. Il Verde è rinomato per essere un colore in grado di infondere quiete. Facilita la proiezione alla vita all’aria aperta. Il Blu perpetua sentimenti di pace e freschezza. Il Viola connota regalità e lusso. È la scelta ideale per dettagli formali. Esprime un’atmosfera sofisticata e lussureggiante. Il Grigio esprime un senso di quiete e serenità. Risalta opere d’arte o composizioni di fotografie. Il bianco si usa per sottolineare un’atmosfera di pulizia e igiene.

Il design d’interni ci offre tantissimi spunti per capire meglio. Qui vi segnalo alcuni esempi significativi in cui possiamo rilevare la differenza di impatto emotivo scaturite dall’osservazione delle due immagini. Sono due esempi che infondono calma. Il primo per il suo andamento orizzontale e statico esprime anche regolarità, il secondo per il colore molto tenue e il suo tendere alla linea di terra regala anche il senso di tener tutto sotto controllo.

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