L’Arteterapia all’interno del progetto di Velaterapia, Un Mare di Laghi.

Da tre anni l’Associazione Vela Insieme promuove un progetto mirato ad abbattere i pregiudizi legati alla disabilità. Da una parte rendere accessibile lo sport a persone con disabilità e dall’altra educare i ragazzi così detti normodotati a relazionarsi con i coetanei che possono avere alcune differenze. La nostra società spesso offre unicamente come modello di relazione quello assistenziale ponendo, su un’ipotetica scala di relazione, in basso il ragazzo disabile come bisognoso di aiuti e in alto il ragazzo normodotato come colui che aiuta. Invece è doveroso rieducare ad una relazione alla pari, dove gli aiuti sono reciproci e dove soprattutto è possibile coltivare amicizie e interessi comuni. La ricerca scientifica condotta all’interno del progetto dimostra come in un primo tempo i ragazzi normodotati, nella relazione con i coetanei disabili, siano negativamente influenzati dall’etichetta “disabilità” mentre dopo l’esperienza di Velaterapia ridimensionano il pregiudizio e le emozioni negative associate.

L’Arteterapia è stata utilizzata come strumento di lavoro sui gruppi proprio per favorire la migliore relazione possibile e l’espressione delle emozioni legate all’esperienza di Velaterapia. La ricerca ha dimostrato infatti l’efficacia dell’Arteterapia proprio nell’area delle emozioni. In che modo è stata efficace l’attività? Dare forma, colore e parola alle emozioni ha permesso a ciascun partecipante di affermarsi all’interno del gruppo con la propria personalità e caratteristiche. Questa modalità permette di diminuire ansia e stress poiché ciascuno riesce ad esprimersi all’interno di un gruppo in cui viene stimolata la collaborazione, la sospensione del giudizio, l’accoglienza e la valorizzazione delle risorse personali.

Gli elaborati  realizzati sono opere d’arte anche se non è importante il risultato estetico fine a se stesso ma il processo. La tecnica artistica è lo strumento con cui esprimersi attraverso il linguaggio artistico e come ogni linguaggio anche l’arte possiede una sua grammatica. Le arteterapeute hanno accompagnato il gruppo nella realizzazione dell’opera attraverso tre fasi:

Scelta della forma che più rappresenta ciascun ragazzo, sottile, grande, piccola, gonfia, spigolosa…


Collocazione della forma-vela all’interno dell’oblò, metafora dello spazio di gruppo e successivo utilizzo del colore.


Infine creazione del motto di gruppo, stimolata da alcuni giochi di ruolo. Ciascuna frase è stata impressa sui rispettivi oblò attraverso l’uso dello stancil.


FORMA, COLORE E PAROLA per dare corpo all’esperienza. Questo è il collegamento tra Arteterapia e Velaterapia, l’elaborazione di un’opera simbolica visibile e permanente nel tempo dell’esperienza. 

Il 28 ottobre 2016, presso la sede dell’Associazione Marinai d’Italia in Darsena a Milano, si è svolto il convegno conclusivo dei tre anni di progetto. La ricerca scientifica è stata esposta, le diverse fasi che hanno composto l’esperienza sono state raccontate, alla presenza del presidente della Regione Lombardia e direttori delle Ast coinvolte.

Le opere d’arte hanno trovato una suggestiva collocazione in questa cornice così ricca di storia in uno degli angoli più belli di Milano. 



Federica Sandrini, arteterapeuta e coordinatrice del progetto.

Susan Martella e Sara Russo, arteterapeute.

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