Diario d’artista, sulla scia dell’autoritratto.

Scrivo qui, dopo aver visto la grande retrospettiva Islands che raccoglie grandi nuclei di opere dell’artista Dieter Roth. Un’artista che mi ha coinvolto moltissimo, in cui mi sono ritrovata e che mi ha profondamente emozionato sotto tanti punti di vista. Qui, vorrei focalizzarmi sul punto del diario. Le sue opere infatti sembrano pagine di un diario personale. Il diario in cui tutti noi annoteremmo i nostri intimi e personali pensieri. La differenza é che Dieter Roth utilizza i linguaggi e gli strumenti dell’arte, dunque le pagine prendono svariate forme. E non sono segrete.

20140209-230500.jpg

Questa immagine é riferita ai lavori The Floor in cui l’opera é il pavimento dello studio a Mosfellsbær in Islanda. Il pavimento dove l’artista ha lavorato per 19 anni, ogni mese, ogni giorno. Ho apprezzato quel grande pavimento allestito in verticale, che dopo essere stato calpestato per un ventennio oggi si racconta. Si racconta a noi, leggibile come una pagina di diario, alzandosi da terra e mostrandoci i segni della dislocazione dei mobili e i postumi dell’attività artistica: le macchie, i graffi. Quel pavimento ha accolto il lavoro di Roth, l’ha ospitato, l’ha contenuto. E Roth, oggi ce lo mostra, conferendogli grande dignità. In tutta la mostra sono presenti altre parti del suo studio e a me la cosa diverte. Un quadro nasce nel cuore dello studio di un artista, e quell’opera é riuscita non solo per le capacità dell’artista ma anche per le possibilità che lo studio offre: i tavoli, gli scaffali, i materiali sono lì a disposizione, offrendosi per la realizzazione del quadro. Il filo che unisce il pavimento al tema del diario si trova nel pensiero che la casa (lo studio é la casa di un artista), intima e personale é il luogo in cui la vita dell’uomo si racconta, giorno dopo giorno. La casa é un grande diario in cui si scrive e circoscrive, la nostra quotidianità o almeno una parte. E l’arte, per un’artista non é scindibile dal resto della vita.

20140209-232133.jpg

20140209-232153.jpg

20140209-232217.jpg

Queste ultime immagini si riferiscono al lavoro Die Verdammte Scheisse 1974, sono 52 stampe ottenute dalle matrici scartate di una stamperia. In questa serie ritrovo il tema del diario inteso come il luogo in cui archiviare e conservare ciò che altrimenti andrebbe perduto e buttato perché considerato sbagliato dal resto delle persone. Invece Roth si oppone a questo criterio di selezione: trova qualcosa di interessante in queste lastre

difettose

e per sempre le imprime nella storia dell’arte: il grande diario dell’espressione umana.

Hangar Bicocca, Milano dal 06/11/2013 al 09/02/2014

Annunci