Io allo specchio

Il tema dell’autoritratto è molto vasto e si può affrontare a diversi livelli. Prendendo in considerazione il disegno, posso dire che il tema sollecita le capacità di ascolto e di osservazione in noi, capacità rivolte a noi stessi, mentre disegniamo. L’osservazione del nostro volto mentre lo sguardo accarezza la nostra pelle e ne percorre la geografia. Dalla superficie alle profondità, in ascolto delle nostre emozioni, dei ricordi. Nel tempo assistiamo alla sovrapposizione di memorie che delineano la nostra identità di oggi e che dovrebbero aderire all’immagine che vediamo riflessa nello specchio. Spesso l’immagine che si ha di sé non coincide con quella che vediamo riflessa, la nostra identità è confusa con gli stereotipi della nostra cultura. Capita anche di restare legati ad un’idea antiquata, di ciò che eravamo un tempo o, idealmente, di ciò che non saremo mai.

E’ curioso il fatto che, parte della nostra identità si forma anche in base a come gli altri ci guardano, quanto ci prendono in considerazione, la qualità e la quantità delle attenzioni ricevute. E così, lo sguardo degli altri diventa lo specchio in cui si riflette ancora una volta la nostra immagine.

Nell’atelier di Terapeutica Artistica il lavoro sulla propria immagine è un punto centrale del lavoro e non solo perché ogni opera è di fatto un autoritratto, inteso come testimonianza di noi, in quel dato momento. Riflettere direttamente sulla propria immagine è una dichiarazione d’intento, di voler indagare. La chiave per me, che spesso conduco attività sul tema, è la sensibilità, il rispetto ed anche la leggerezza. Non posso pensare che un tema così complesso e affascinante debba essere affrontato senza una buona dose di leggerezza e ironia! Ci confrontiamo con i nostri limiti, con la luce e le ombre del nostro essere: gli ingredienti indispensabili per un ritratto delineato, che restituisca (a noi) la profondità del nostro animo ed il riflesso luminoso del nostro sviluppo. Il parallelo con la tecnica del disegno e della pittura è lampante, materiali come il carboncino e il colore ci permettono di rappresentare le zone di luce e ombra del nostro volto. Le geografie della nostra fisionomia!

Per approfondimenti sul tema vi consiglio la lettura di Stefano Ferrari, Lo specchio dell’Io

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